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La Nuova Atlantide di Bacone

 

3. L’utopia tecnologica di Bacone

3. 1 Bacone: la Nuova Atlantide
Bacone descrive nella Nuova Atlantide una società felice, basata sulla ragione e sulla scienza. Il sapere è finalizzato all’utilità sociale e in modo sistematico, sulla base della collaborazione tra persone che hanno compiti diversi. Questi due caratteri, la scienza finalizzata alle applicazioni tecnologiche e il lavoro d’équipe, sono gli aspetti portanti della sua teoria e sorrette dalla definizione di un metodo di ricerca che è l’oggetto della sua opera principale, il Novum organon.

Nel racconto, Bacone narra di un viaggio dal Perù verso il Giappone, durante il quale la nave si perde nell’oceano finché, dopo mesi di navigazione, approda ad un’isola non segnata sulle carte.

L’isola di Bensalem, o la Nuova Atlantide, è abitata da un popolo molto sviluppato per conoscenze scientifiche e tecnologia.

Ospitato nella Casa dei Forestieri, il protagonista e il resto dell’equipaggio vengono istruiti sulla storia di Bensalem. Anticamente l’America, allora chiamata Grande Atlantide, era un continente molto sviluppato e ricco, con il quale Bensalem aveva intensi rapporti commerciali. Il re del Perù, allora chiamato Coya, decise un giorno di conquistare l’isola di Bensalem. Fu sconfitto e poco dopo un grande cataclisma, un’alluvione di proporzioni bibliche, sconvolse l’intero continente americano, uccidendo gran parte della popolazione mentre la rimanente, rifugiatasi sui monti, regredì ad uno stadio primitivo. Da allora Bensalem evitò contatti con il resto del mondo, pur affidando ad alcuni dei suoi cittadini il compito di visitare periodicamente in incognito le varie nazioni per seguirne le scoperte scientifiche e riportarle in patria.

La Nuova Atlantide, chiusa nel suo isolamento, fu riorganizzata dal punto di vista sociale, da un re, Solamone, che la mise in condizioni di bastare a se stessa mediante l’organizzazione della ricerca scientifica e lo sviluppo della tecnologia per provvedere a tutte le necessità. A tal fine fondò la Casa di Salomone, dal nome del saggio re ebraico, che è rimasta da allora come il cuore della ricerca e dell’organizzazione sociale.

La descrizione della Casa di Salomone occupa la parte più ampia dell’opera. Bacone descrive i molti laboratori di ricerca e le futuristiche scoperte degli scienziati dell’isola, finalizzate al progresso materiale dei cittadini e al controllo della natura per il miglioramento della qualità della vita.

Dopo alcuni giorni di soggiorno sull’isola, al protagonista è concesso di visitare la Casa di Salomone, sotto la guida di uno dei Padri ad essa preposti.
 
T17. Bacone, La Casa di Salomone
Dio ti benedica, figlio mio. Io ti darò la gemma più preziosa che possiedo: ti svelerò infatti, per amore di Dio e degli uomini, la vera organizzazione della Casa di Salomone. E per fartela conoscere, figlio mio, seguirò quest’ordine: in primo luogo ti rivelerò il fine della nostra istituzione; in secondo luogo i mezzi e gli strumenti che possediamo per i nostri lavori; in terzo luogo i diversi impieghi e funzioni assegnati a ciascuno dei nostri fratelli; in quarto luogo infine le norme e i riti che osserviamo.

«Fine della nostra istituzione è la conoscenza delle cause e dei segreti movimenti delle cose per allargare i confini del potere umano verso la realizzazione di ogni possibile obiettivo.

«I mezzi e gli strumenti sono i seguenti: abbiamo ampie caverne più o meno profonde, le più profonde nelle quali si addentrano nella terra fino a seicento cubiti. [...] Chiamiamo queste caverne “regioni inferiori” e ce ne serviamo per esperienze di coagulazione, indurimento, refrigerazione e conservazione dei corpi. Ne usiamo anche, a imitazione delle miniere naturali, per la produzione di nuovi metalli artificiali mediante la combinazione di vari materiali ivi giacenti da moltissimi anni. Ma ti stupirà molto sapere che usiamo talvolta queste caverne anche per la cura di certe malattie e per esperienze sul prolungamento della vita che facciamo su alcuni eremiti che hanno scelto di vivere laggiù. [...]

«Possediamo inoltre alte torri, la più alta delle quali misura un mezzo miglio. Alcune di esse sorgono su alte montagne cosicché, sommando l’altezza della torre con quella della montagna, si raggiunge, nella torre più alta, l’altezza di tre miglia. Chiamiamo questi posti “regioni superiori”, considerando l’aria compresa fra le regioni alte e le basse come “regione intermedia”. Ci serviamo di queste torri, in relazione alle loro diverse altezze e posizioni, per esperimenti di insolazione, di refrigerazione e di conservazione e per l’osservazione dei fenomeni atmosferici come i venti, le piogge, la neve, la grandine e i meteoriti ignei. Anche su qualcuna di queste torri vivono degli eremiti che visitiamo ogni tanto istruendoli sulle osservazioni che debbono compiere. [...]

Abbiamo anche case grandi e spaziose, dove imitiamo e riproduciamo i fenomeni meteorologici, come la neve, la grandine, la pioggia, le piogge artificiali di corpi non acquosi, i tuoni e i fulmini. In queste case sperimentiamo anche la generazione aerea di animali come le rane, le mosche e molti altri.

«Disponiamo anche di alcune stanze che chiamiamo camere di salute dove condizioniamo l’aria per renderla salubre e adatta alla cura di varie malattie e alla conservazione della salute. [...]

«Abbiamo costruito poi grandi frutteti e giardini dalle diverse colture, nei quali non guardiamo tanto alla bellezza quanto alla varietà del terreno e alla sua idoneità alla coltivazione di piante ed erbe diverse: in alcuni di essi, molto spaziosi, crescono, oltre ai vigneti, alberi e arbusti fruttiferi con i quali prepariamo diversi tipi di bevande. Qui pratichiamo una serie di esperimenti di innesti e inoculazioni, sia su piante selvatiche sia su piante da frutta, e otteniamo importanti risultati. In questi stessi frutteti e giardini facciamo nascere artificialmente piante e fiori più presto o più tardi della stagione in cui esse nascerebbero naturalmente e li facciamo fiorire e fruttificare più rapidamente del normale. Siamo in grado anche di ottenere piante molto più grandi delle normali, e i frutti di queste piante sono più grandi, più dolci e differenti di gusto, profumo, colore e forma dagli altri della specie originaria. E molti di questi frutti così trattati acquistano virtù medicinali.

«Conosciamo anche dei sistemi per far nascere, mediante combinazioni di terreni, varie piante senza semi, per produrre nuove specie di piante diverse dalle comuni e infine per trasformare una pianta in un’altra.

«Disponiamo anche di parchi e di recinti per animali e uccelli di ogni tipo, i quali ci servono non tanto come spettacolo curioso, quanto per esperimenti di dissezione, mediante i quali gettiamo luce sugli studi intorno al corpo umano. In questo campo abbiamo raggiunto straordinari risultati, come la continuazione della vita quando diversi organi, che voi considerate vitali, sono morti e asportati, la resurrezione di corpi che all’apparenza sembrano morti e così via. Esperimentiamo anche su di essi veleni e medicinali e li sottoponiamo a cure mediche e a esperimenti chirurgici. Riusciamo a renderli artificialmente più grossi o più alti degli altri membri della loro specie, o viceversa più piccoli, arrestando il loro sviluppo. Li rendiamo più fecondi e prolifici del normale oppure sterili e infecondi. Possiamo variarne il colore, la forma, le attività. Riusciamo a fare incroci e accoppiamenti diversi che generano nuove specie e non sono infecondi come reputa l’opinione comune. Otteniamo numerose specie di serpenti, vermi, insetti e pesci da sostanze in putrefazione e alcuni di questi animali sono arrivati a essere creature perfette come gli animali e gli uccelli: provvisti di sesso e capaci di propagarsi. E nulla di tutto ciò avviene per caso giacché sappiamo in antecedenza quale specie di creatura nascerà da una determinata materia o incrocio. [...]

«Trattiamo anche le acque in modo tale da renderle nutrienti e così piacevoli che molti non usano altra bevanda. Abbiamo pane confezionato con varie specie di grano, di radici e di ghiande e perfino con carne e con pesce essiccato, con vari tipi di lieviti e condimenti in modo da renderlo al massimo grado appetitoso; alcuni di questi pani sono così nutrienti che molti vivono solo di essi senza bisogno di alcun altro cibo e raggiungono età assai avanzate. [...]

«Conosciamo anche diverse arti meccaniche a voi ignote e, con esse otteniamo prodotti come carta, tela, seta, tessuti, eleganti lavori realizzati con lucenti piume, ottime tinture e molti altri prodotti. [...]

Riusciamo a colorare la luce e a compiere ogni sorta di inganni e illusioni ottiche nelle figure, grandezze, movimenti e colori e a proiettare ogni genere di ombre. Abbiamo sistemi, a voi ancora sconosciuti, per produrre da corpi diversi una originaria sorgente di luce. Ci siamo procurati mezzi per vedere gli oggetti lontani nel cielo e nei luoghi più remoti e per fare apparire lontane cose vicine e viceversa, come costruendo distanze fittizie. Possediamo anche aiuti per la vista assai migliori delle vostre lenti e dei vostri occhiali. Abbiamo lenti e strumenti per vedere perfettamente e distintamente i corpi più minuti, come le forme e i colori di piccoli insetti o vermi, la grana o le venature nelle gemme, la composizione dell’urina e del sangue, altrimenti invisibili. [...]

«Abbiamo costruito anche “Case dei suoni” dove facciamo esperimenti su tutti i suoni e sulla loro generazione. Conosciamo armonie a voi sconosciute di quarti di toni e di passaggi ancora minori. [...] Imitiamo e riproduciamo tutti i suoni articolati, le lettere, le voci e le note degli animali e degli uccelli. Abbiamo strumenti che, applicati all’orecchio, rafforzano l’udito, e anche diversi echi strani e artificiali che ripetono le voci varie volte come ripercuotendosi. Alcuni di questi echi respingono le voci più forti e acute; altri più profonde; mentre altri ancora le rimandano diverse nel tono e nel timbro. Possiamo infine trasmettere i suoni a distanza mediante tubi e condotti che corrono rettilinei o tortuosamente. [...]

«Abbiamo poi le “Case dei profumi” nelle quali compiamo esperimenti sul gusto e ove riusciamo (cosa molto strana a credersi) a moltiplicare gli odori. Riusciamo a imitare i profumi traendoli da misture diverse da quelle che li producono abitualmente. Possiamo imitare i sapori così perfettamente da poter ingannare il gusto di qualunque uomo. [...]

«Abbiamo inoltre officine meccaniche dove fabbrichiamo macchine e strumenti per ogni genere di movimenti: qui facciamo esperimenti per realizzare moti più veloci di quelli che voi avete realizzato sia con le vostre bocche da fuoco sia con qualunque altra vostra macchina e per realizzare il movimento e moltiplicarlo, servendoci di deboli forze, mediante ingranaggi e altri sistemi e infine per rendere questi moti più forti e potenti dei vostri. [...]

«Imitiamo il volo degli uccelli e riusciamo entro certi limiti a librarci nell’aria. Abbiamo navi e imbarcazioni per navigare sott’acqua e per resistere alle tempeste marine, e cinture di sicurezza e congegni per reggersi a galla. Possediamo diversi strani orologi, strumenti che si muovono in modo ricorrente, e altri capaci di moto perpetuo. [...]

«Possediamo una “Casa della matematica” dove si conservano tutti gli strumenti perfettamente costruiti, necessari alla geometria e all’astronomia.

«Abbiamo infine le “Case per gli inganni dei sensi” ove compiamo ogni specie di giochi di prestigio, di false apparizioni, di illusioni, di imposture con i relativi inganni. Potrai certo capire facilmente come noi, che possediamo tante cose che, pur essendo perfettamente naturali, generano stupore, potremmo in molti casi particolari ingannare i sensi, se volessimo mascherare queste cose e farle apparire miracolose».

La Nuova Atlantide, in Scritti filosofici, a cura di P. Rossi, Torino, Utet, 1975, pp. 857-62.
L’organizzazione della ricerca riflette il progetto che Bacone aveva teorizzato nelle sue opere e cercato di realizzare concretamente, mediante appelli a Giacomo I per la costituzione di una Accademia scientifica. La ricerca non deve poter contare su individui eccezionali, ma su un metodo comune e su una divisione dei compiti che consentano la collaborazione all’interno della comunità scientifica.
Nella Casa di Salomone esistono varie figure di scienziati, ognuno con i propri compiti e la propria specializzazione, per lo sviluppo di un progetto complessivo unitario. La ricerca è articolata in momenti e compiti diversi, dalla raccolta dei dati alla loro elaborazione, dall’applicazione tecnologica alle scoperte, alla formulazione dei princìpi generali. Ognuno di questi compiti è affidato a una diversa categoria di studiosi.
 
T18. Bacone, L’organizzazione della scienza

Quanto ai diversi compiti ed uffici di noi confratelli, dodici sono incaricati di visitare i paesi stranieri, fingendo di appartenere ad altre nazioni (infatti teniamo nascosta la nostra origine). Essi ci portano libri, sommari ed esemplari delle scoperte di tutti gli altri paesi: questi sono chiamati «Mercanti di luce».
Altri tre membri sono incaricati di raccogliere gli esperimenti esposti nei libri e sono detti «Predoni».
Altri tre raccolgono gli esperimenti delle arti meccaniche, delle arti liberali e anche quelle pratiche che non sono ancora pervenute al piano delle arti. Questi sono chiamati gli «Uomini del mistero».
Altri tre tentano i nuovi esperimenti che credono opportuni e son detti «Pionieri» o «Minatori».
Altri tre membri raccolgono gli esperimenti delle quattro categorie precedenti in classi e tabelle per meglio illuminarli e per ricavarne osservazioni ed assiomi. Questi son detti «Classificatori».
Altri tre si applicano a studiare gli esperimenti dei loro confratelli per ricavarne risultati di uso pratico per la vita umana o cognizioni sia per altri lavori sia per la spiegazione delle cause e dei mezzi di divinazione naturale e per un facile e chiaro intendimento delle virtù e parti dei corpi. Questi sono chiamati «Uomini di dote» o «Benefattori».
Tre di noi poi, dopo diversi incontri e consultazioni di tutti per considerare il lavoro precedente e i risultati, si preoccupano di compiere su questa base nuovi esperimenti più luminosi e che penetrano più profondamente dei primi nella natura. Questi sono chiamati «Fiaccole».
Tre altri eseguono gli esperimenti loro affidati e ne riferiscono. Vengon detti «Inoculatori».
Finalmente altri innalzano le prime invenzioni, mediante esperimenti, in più vaste osservazioni, assiomi ed aforismi. Noi li chiamiamo «Interpreti della natura».

La Nuova Atlantide, in Scritti filosofici, a cura di P. Rossi, Torino, Utet, 1975, pp. 863-64.
 
Bacone si sofferma poco sulle istituzioni sociali, descrivendo solo il rito della Festa della Famiglia, che celebra la sacralità del matrimonio e dl vincolo familiare. Gli abitanti sono cristiani, ma tolleranti verso altre religioni. L’opera di Bacone, del resto incompiuta, insiste soprattutto sull’utilità della scienza e sull’organizzazione della ricerca, accennando comunque spesso alla felicità degli abitanti, alla loro mitezza, alla castità nei costumi derivante da una disposizione, indotta dall’educazione, al controllo della ragione sulle passioni.

Risorse in Internet:
Il testo dell'opera di Bacone, La nuova Atlantide, in italiano:  www.ousia.it/SitoOusia/SitoOusia/TestiDiFilosofia/TestiHTML/Bacone/NuovaAtlantide.htm