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il mondo é una favola

 Il mondo è una favola

“Il mondo è una favola”. A prima vista, sembra un’affermazione paradossale. Ma bisogna abituarsi a non 
temere i paradossi. Per paradosso s’intende un’affermazione inaspettata, incredibile, strana, “contraria alla comune opinione” (dal greco parà dòxa, “in opposizione all’opinione”). Spesso è tale da disorientare tanto chi 
l’ascolta quanto chi la pronunzia. Manca l’equilibrio, si incespica, però guai a lasciarsi andare: superando gli ostacoli s’impara a camminare, si esercita la volontà. E poi, ciò che è paradossale per me, può non esserlo per 
te. Allenarsi ai paradossi significa anche allenarsi alla Differenza e la Differenza è una ricchezza assai grande 
per ciascuno di noi. È difficile che si progredisca senza trovare l’occasione di confrontarsi con ciò che è Diverso. Di occasioni c’è ne sono tante, basta guardarsi intorno.
Ma torniamo all’affermazione iniziale. Il mondo è davvero una favola! Quello dei cosiddetti “adulti” ancor più 
di quello dei bambini! Ma come? – verrebbe da chiedersi – la realtà è pura invenzione? è opera della nostra 
fantasia? forse che la scienza, la matematica, il senso comune non ci parlano di un “mondo” che nulla ha a che 
vedere con il regno delle favole? insomma, sogno o son desto? Tutte domande lecite, per carità. Cerchiamo di 
capirci meglio.
Innanzitutto, analizziamo la frase e le parole che la compongono. “Favola” vuol dire “racconto”. È una parola 
antica, come la maggior parte delle parole che utilizziamo quotidianamente, così, senza pensarci. I latini dicevano “fabula”. Nella parola è rintracciabile una radice linguistica ancora più antica “fa/e” (indoeuropeo) che si ritrova nei verbi latino (fari) e greco (femì) che indicano “dire”, “parlare”, “narrare”. Con il dire si dà significato a 
quello che si dice, in qualche modo lo si crea, si fa in modo che esista, che prenda forma e corpo. Non a caso, il 
poeta dicendo “crea”, “fa essere” (poièo in greco significa proprio “fare”, “produrre”).
Con “mondo” (dal latino mundus) intendiamo l’insieme delle cose esistenti, stelle, pianeti, uomini, alberi, animali, oggetti, e via dicendo. Nel concetto di mondo, i Greci dicevano kòsmos, è compresa l’idea di un qualche 
ordine armonico, di una o più leggi che fanno essere le cose in questo modo qui, piuttosto che in un altro. Il sole 
sorgendo a est (levante) e tramontando ad ovest (ponente) segue un certo ordine. La luna cresce e decresce 
sotto i nostri occhi a fasi alterne, sempre le stesse, da che mondo è mondo (ossia, da quando le cose le vediamo ordinate in questa maniera qui). Sulla luna, per esempio, sono state dette e scritte tante cose. Trattati di a-
43 Culto delfico
44 Vedi nota n.30.
45 Nietzsche (1844-1900) e La nascita della tragedia
46 Il nesso tra follia e sapienza
47 Moderazione, etica delfica: vedi sotto il paragrafo Imparare a pensar semplice (ovvero l’etica delfica).
48 Enigma
49 Il mito della Sfinge
50 Hera
51 La sapienza come arma decisiva per sciogliere l’enigma- 20 -
stronomia, se la si considera semplicemente un corpo celeste, o preghiere levate a Selene, se la si considera 
una dea. La luna è il satellite della Terra, ma è anche l’interlocutore del poeta. Ma tutti noi, alla fine, siamo poeti. Confidarsi con la luna, interrogare il suo pallido ed enigmatico chiarore in una notte limpida, è un’esperienza 
possibile, alla portata di tutti. Basta fare un po’ di pulizia dentro, lasciar andare i pensieri quotidiani, parlare facendo zampillare la voce che giace inespressa in ciascuno di noi. Parlando col corpo e con la mente diamo significato a ciò che siamo e a ciò che ci circonda, attribuire significati equivale a conoscere e conoscere è magia. Il mago che è in noi scopre equilibri ed armonie nascoste. Con la parola rende certo ciò che i più giudicano 
improbabile, intessendo trame fantastiche, favolistiche, crea teorie scientifiche, interrogando conosce, cercando 
risposte incontra sé stesso. Il mondo è soltanto una favola. Quel “soltanto” lo si potrebbe giudicare un limite. Ma 
gli antichi pensavano che non vi fosse armonia, cosmo, mondo senza limiti. Conosciamo le cose attraverso la 
loro forma: e che sarebbe della forma senza contorni ben delineati? “Soltanto” indica apertura.
Una scuola che intenda preparare alla vita senza insegnare a raccontar favole, traghettando il fanciullo che 
è in noi verso l’adulto, non è degna d’essere vissuta.