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Drammaturgo - Sceneggiatore
 
John Osborne è nato a Londra nel 1929.
Con il dramma Ricorda con rabbia (Look back in anger, 1956), rappresentato l'8 maggio 1956 a Royal Court Theatre di London, diede voce alla rivolta della sua generazione, contro ogni tipo di convenzione, compresa quella dell'impegno ideologico comune a molti letterati della generazione precedente. Jimmy Porter, giovane di classe operaia che ha fatto lo sforzo di studiare e laurearsi solo per scoprire che il bel mondo privilegiato nel quale sognava di entrare non esiste più, trascorre lunghe e tediose Domeniche nella cittadina di provincia dove vive protestando contro la società in generale che lo ha beffato, e contro la moglie figlia di un funzionario coloniale a riposo esponente dell'odiata borghesia. Il testo ha poco più dell'eloquente violenza delle tirate di Jimmy, e in seguito Osborne scrisse commedie sempre con un protagonista che parla quasi sempre lui. All'epoca fece scalpore per tutta una serie di motivi:

1. per il fatto che un autore mettesse al centro della scena personaggi appartenenti a un ceto inferiore a quello del pubblico;
2. che attaccasse con tanta decisione i presunti valori del pubblico;
3. l'esaltazione di una parte della critica e l'imprevista affluenza di spettatori.



Il successo permise a Osborne ma anche a una serie di giovani autori inglesi di rappresentare le proprie opere ponendosi sempre al centro dell'attenzione pubblicitaria e della critica. Osborne scrisse ad esempio per il mattatore Olivier, dietro richiesta di costui, una serie di opere tra cui L'intrattenitore (The entertrainer, 1957) sopra un vecchio e sfiduciato comico del più volgare music-hall padre di un figlio morto a Suez, simbolo della decadenza dell'Inghilterra. Fece ancora scandalo con Luther (1961) biografia di un arrabbiato storico e turpiloquente.

Tradizionale nella forma e privo di precisi orientamenti ideologici o metafisici, il suo teatro ha finito poi con il ripiegare su situazioni di fallimento morale come in Prova inammissibile (Inadmissible evidence, 1965) sul fallimento affettivo di un avvocato sulle soglie della mezza età, o con il ridursi a sfogo di rancori personali come in Un hotel a Amsterdam (A hotel in Amsterdam, 1968). Con Un patriota per me (A patriot for me, 1965), riuscì a farsi beccare dalla censura: il testo era imperniato su una storia di spionaggio e omosessualità nella Vienna asburgica, e fu rappresentato al Royal Court trasformato in circolo privato per l'occasione, proprio per sfuggire al divieto della censura.

Niente di nuovo nei successivi drammi: A ovest di Suez (West of Suez, 1971), Un senso di distacco (A sense of detachment, 1972), Guardalo scendere (Watch it come down, 1976). Con le ultime opere siamo a un livello decisamente commerciale.
Muore il 26 dicembre 1994 a Shropshire nell'Inghilterra.

Frasi Celebri di John Osborne
Libri/Scrivere:
Anche il libro peggiore ha una pagina buona: l'ultima.
Credere:
Mai credere né agli specchi né ai giornali.
Tempo:
Le persone passano la maggior parte del loro tempo a guardare al passato.
 

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